Perché San Martino?

Perché sia stato scelto San Martino Vescovo di Tours come patrono della parrocchia di Pianello é oggetto di supposizioni.

Secondo alcuni studiosi, don Leonardo Mazzucchi in primis, questa scelta, comune a quella di moltissime parrocchie nei secoli successivi alla morte del santo vissuto fra il 336 e il 397, é legata a un discusso documento datato 2 aprile 724. Con esso il re longobardo Liutprando avrebbe donato all’abbazia benedettina di S. Carpoforo di Como, insieme con le terre strappate ai Bizantini, dei beni a Pianello quale testimonianza della conversione degli arimanni guerrieri al cristianesimo.

Secondo altri storici, invece, la donazione delle terre in oggetto si puo’ piu’ presumibilmente attribuire ai Franchi, succeduti ai Longobardi nel possesso di questa “corte di Musso” notevolmente estesa anche ai mansi di Rovezzano, Scarpagiano, Maggiana, Salviana, Mianico, Saborno ecc. Con tale atto questi re volevano graziarsi l’appoggio della Chiesa e donare a monasteri parte di terre conquistate da amministrare anche fiscalmente, purché offrissero ai molti viandanti che si recavano a Roma assistenza valida e sicura e ai loro funzionari parte dei prodotti agricoli tipici, nel nostro caso olio, vino e castagne. Fu forse allora un re franco a donare a San Carpoforo di Como la zona detta di S. Martino, un casale adunato attorno a chiesa e castello con fossato, quindi fortificata, come quelle che solitamente venivano poste sotto la protezione del Santo di Tours. Furono con probabilità i monaci di San Benedetto, a Pianello succeduti nel dominio feudale al Vescovo di Como, a inaugurarvi quel culto diffusissimo in Francia, ma anche nei territori da essa conquistati.

Il santo patrono nella chiesa parrocchiale, amato ancora in vita per la sua santità e bontà d’animo, oltre che per l’instancabilità nell’evangelizzare anche le popolazioni di campagna, é stato rappresentato ben 12 volte, sia in abiti vescovili, sia come giovane soldato o taumaturgo.

San Martino vescovo é affrescato nella lunetta posta sopra il portale d’ingresso mentre soccorre due bisognosi con sullo sfondo la città fortificata di Tours e, all’interno, inserito nella piccola, ma significativa vetrata della finestra dietro l’altare maggiore, dipinto su una grande tela dal pittore pianellese Bottiggio, a sinistra dell’altare, e rappresentato in una grande statua che si espone in occasione della sua festa l’11 novembre.

Il soldato Martino che divide il mantello appare nell’affresco dietro l’altare, nella tela in alto a destra mentre sogna Gesu’ che lo invita al Battesimo e in quella del Caraccioli collocata nell’Oratorio dei Confratelli, sempre nel gesto di tagliare il mantello. Lo ammiriamo raffigurato nelle vesti di sacerdote che libera un indemoniato nella grande tela di destra, mentre compie un miracolo sulla piccola di sinistra, nell’atto di celebrare un matrimonio sulla semilunetta sinistra del coro, accanto a quella che ricorda il suo Battesimo. Nelle due opposte si ricorda l’apparizione della Vergine al santo e la sua morte assistita da Dio stesso.

Sulla volta infine é celebrata in quattro vele la gloria del Santo vescovo circondato da angeli festanti e musicanti, uno dei quali regge il pastorale.

Per una approfondita conoscenza di questo santo maestro di vita spirituale e medico dei corpi, patrono di artigiani, viandanti, mendicanti, vendemmiatori e di tanto altro, si rimanda al piccolo testo biografico messo a disposizione di tutti dal parroco in occasione della festa liturgica.

Germana

 

articolo preso dal numero 6 di “Hesed” notiziario della Comunità Pastorale “San Luigi Guanella”