Sulle tracce di Cristo: Qasr el-Yahud

Qasr el-Yahud (in Arabo: قصر اليهود, in Ebraico:קאסר אל יהוד; conosciuto anche come Kasser/Qasser al-Yahud/Yehud; letteralmente “Il Castello degli Ebrei” ) è il nome ufficiale di un sito di battesimo nella Valle del Giordano che si trova nei Territori Palestinesi ora occupati dallo stato d’Israele. Il sito è stato inserito nella lista dei Parchi d’Israele ed è gestito dall’Amministrazione Civile israeliana e dal Ministero del Turismo israeliano.  Questo sito è la parte occidentale di un’area più ampia, tradizionalmente ricondotta al Battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista, conosciuta in arabo come al-Maghtas, nome che è stato storicamente utilizzato per identificare un luogo di pellegrinaggio su entrambe le sponde del fiume Giordano. È tradizionalmente riconosciuto anche come il luogo in cui gli Israeliti attraversarono il Giordano e il profeta Elia ascese al Paradiso. Il nome arabo del sito è al-Maghtas che identifica un’area che si estende su entrambe le sponde del Giordano. La parte giordana del fiume viene chiamata con il nome arabo, al-Maghtas appunto, o come Betania oltre il Giordano, mentre la sponda occidentale viene chiamata Qasr el-Yahud. L’accezione “castello” (qasr) si deve alla vicinanza del monastero greco-ortodosso dedicato a San Giovanni il Battista che ha le sembianze di una piccola roccaforte. Questo luogo è anche tradizionalmente riconosciuto come il guado dove gli Israeliti attraversarono il Giordano dopo i 40 anni di peregrinazione nel deserto (per questo la definizione di el-Yahud, “degli Ebrei). Qasr el-Yahud sorge vicino ad un’antica via che guadava il fiume e metteva in connessione Gerusalemme, attraverso Gerico, a numerosi siti biblici transgiordani come la città di Madaba, il Monte Nebo e la Via Regia. Il sito, così com’è visitabile oggi, è stato riaperto nel 2011 dopo essere stato chiuso nel 1967 a causa dello scoppio della Guerra dei Sei Giorni. Il progetto di restauro fu approvato ancora prima dei festeggiamenti del millennio nel 2000, ma subì un ritardo a causa dello scoppio della Seconda Intifada e delle alluvioni che colpirono l’area nel 2003. Nel 2000 papa Giovanni Paolo II atterrò in elicottero al sito di Qasr el-Yahud per tenere una funzione privata. Qasr el-Yahud è gestito dall’Amministrazione Civile israeliana e dal Ministero del Turismo israeliano e prima che fosse riaperto i battesimi erano tenuti nel sito di Yardenit, una località a nord sulle sponde del Lago di Tiberiade.  La tradizione della pellegrinazione dei frati è antica: «I francescani non tardarono a fare la loro pellegrinazione al fiume Giordano… La prova che essi vi facevano la loro pellegrinazione si trova nel firmano del Sultano Ibrahim del 1641». Alla luce delle sue appassionate ricerche sui Luoghi Santi, padre Artemio Vítores, ci tiene a sottolineare che per i pellegrini “aveva un grande valore il pellegrinaggio al fiume Giordano e il Mar Morto”. Si passava da Betania, la fonte degli Apostoli, la locanda del Buon Samaritano, Gerico, il Monte della Quarantena e il Mar Morto. La Custodia di Terra Santa è proprietaria anche di una superficie più vasta alle spalle della precedente dove al centro è tutt’ora in piedi una cappella dedicata a San Giovanni Battista, benedetta e inaugurata 1’11 giugno del 1935. La chiesa è sostenuta da un piano inferiore adibito a piccolo ospizio. La sistemazione attuale delle due cappelle, quella del Battesimo e quella del Battista, non è l’originaria, ma successiva al terremoto del 1956 e venne curata da padre Virgilio Corbo. Sul lato opposto, sulla riva giordana, c’è un’area altrettanto ampia (l’estensione deve essere pressappoco uguale) di proprietà del patriarcato greco ortodosso. L’attuale costruzione è sicuramente posteriore al terremoto del 1927. Così come avveniva sull’altra sponda, anche sul versante occidentale il battesimo non si praticava direttamente nel fiume, perché pericoloso, ma l’acqua veniva convogliata da canali a un luogo, forse una chiesa, dove si svolgeva il rito. In passato il Giordano portava ben altra quantità d’acqua di quella che siamo abituati a vedere da alcuni decenni a questa parte e l’andamento sinuoso del letto del fiume doveva formare insidiosi vortici. L’annotazione dell’Anonimo di Piacenza ci fa capire che dalla sua epoca sono cambiate tante cose. Il Giordano ai suoi tempi, come in quelli di Gesù, doveva essere molto più copioso. Oggi è ridotto a poco più di un ruscello. Lo prova la posizione del monastero del Prodromo (cioè del Precursore) piuttosto distante dal letto del fiume, che allora, come testimonia anche la vegetazione e l’orografia della zona, poteva anche esondare. Le due sponde, come testimoniano foto o bozzetti anche solo degli anni Sessanta del secolo scorso, dovevano essere più distanti l’una dall’altra rispetto a quel che si vede oggi.