E’ ancora, per Grazia, Pasqua

La celebrazione della Pasqua arriva ogni anno, e questo lo sappiamo. Ma ogni anno ci conduce a vivere quell’evento per il quale siamo nella possibilità di essere nuove creature. La Pasqua di Cristo è proprio necessaria! Abbiamo bisogno di sentire il canto gioioso dell’Alleluja, non solo per le sue tonalità musicali (ci sarebbero anche altri canti, non religiosi, che mettono allegria) ma per il significato che esso ridesta: sono libero! Sono salvato! Liberato dal male! Se pensiamo a quanto male ingurgitiamo nelle notizie che ogni giorno ci vengono date: guerre in Ucraina, Israele, Sudan (quanti lo sanno di quest’ultima, ma è una tragedia immane) e in tante altre parti del mondo. Poi ci sono le violenze fra le mura di casa, nelle scuole, per le strade. Notizie che sono poi amplificate a dismisura dai programmi televisivi in cerca di macabro e di notizie che fanno scalpore. Poi c’è il male che gira per i nostri paesi e che colpisce giovani quanto adulti. Male che tocca le famiglie, che le disunisce. Male che tocca il gusto di vivere, rendendo le vite annoiate e in cerca di evasioni. Accanto al tema del male c’è quello della morte che arriva ad un certo punto della vita. Morte che addolora ma che, si nota più che mai, essere vista come qualcosa davanti alla quale rifugiarsi, quando va bene, in un nostalgico, e non di rado, triste ricordo. Morte che si affronta con strumenti inadeguati dal punto di vista del significato, pensando che due parole di circostanza, un oggetto o un gesto ad effetto, bastino a dare un senso ad un fatto che proietta in una dimensione totalmente diversa.

Ebbene la Pasqua ci viene incontro per liberarci da queste due catene: il male che intristisce la vita e la morte che pone un segno di non ritorno. La Risurrezione di Gesù spezza queste due catene, le infrange. Il corpo di Cristo che dopo la morte in Croce viene deposto nel sepolcro era come i corpi di tante persone che sono morte. Eppure è accaduto qualcosa di grande! Gesù non era più nella tomba scavata nella roccia, ma era risorto, è risorto. Il suo corpo, glorioso perché vincitore sulla morte, viene toccato dai suoi apostoli, spezza il pane e mangia con loro. E’ vivo! E’ stato investito da una luce fortissima (dati che sono rilevabili dalle analisi scientifiche sulla Sindone) che lo ha restituito vittorioso non solo sulla morte ma anche sul male, il tanto male, che ha portato gli uomini alla condanna alla crocifissione. Gesù ha preso su di se’ il male del mondo, anche il mio, e lo ha sconfitto. Così, come cristiano, sono per Grazia, libero dal male e capace di speranza. Buona Pasqua!      don Luca