Toccare la veste di Cristo

In Terra Santa, precisamente nella chiesa di recente costruzione a Magdala, c’è un grande dipinto che mi ha sempre colpito tutte le volte che l’ho visto. Rappresenta la scena del Vangelo dove una mano va a toccare la veste di Gesù. Un gesto che dice la domanda di essere sanati. La nostra mano che si protende verso Dio. E la mano di Dio è sempre pronta a toccare ogni nostra ferita per guarirla. È sempre pronta a raggiungerci per sollevarci dalle nostre cadute, a scuoterci dai nostri torpori, a farci risorgere da tutte le nostre morti. Questa donna vuole toccare la veste di Cristo. Solo il lembo, nulla di più. Il lembo del mantello. Poterlo sfiorare, accarezzare, farsi raggiungere, farsi toccare. Per essere guariti, per tornare a vivere, a sperare, a sognare, a credere, a sorridere. Quando sperimentiamo solitudine e dolore, quando le angustie della vita si fanno dirompenti, desideriamo una cosa sola: la salvezza. Un orizzonte, un sentiero, un cammino. Non si fa desiderare, il Gesù, non fa la star o il guru, si lascia avvicinare, anche da chi ha una fede in cammino o vissuta al momento in maniera incompleta. Gesù vede oltre, vede il cuore, vede il desiderio, vede l’anima di chi ha di fronte.

Vede la mia anima e la riempie, la guarisce. Accostiamoci al mantello della sua presenza: una Parola, un evento, lo scorcio del sole che illumina… carezze di Dio. Quanto è più semplice la vita affidandosi a Gesù. Non perché veniamo sollevati dalle fatiche, ma perché le possiamo affrontare, sapendo di essere innanzitutto da Dio salvati. La donna del Vangelo viene sanata nel corpo ma soprattutto nel cuore, nell’anima. Il suo corpo è sicuramente in seguito morto, ma sua anima sarà andata in Paradiso. Sanata prima di tutto nel suo animo, sapendo che Gesù non abbandona nessuno di coloro che si affidano a Lui. E’ la grande tenerezza di Gesù, quel Gesù che fin da Bambino ha voluto lasciarsi cercare e toccare dai Pastori e dai Magi, oltre che da Maria e Giuseppe. Quel Gesù che stringeva le mani dei peccatori e che le imponeva sui malati. Gesù che non ha disdegnato la nostra natura umana ma che la ama di amore infinito. Un Gesù così lo seguo perché corrisponde alle corde del mio cuore. Lascia o Gesù che possa toccare la tua veste oggi nella realtà della Chiesa.   don Luca