L’oratorio della Madonna della neve a Pianello del Lario

Nelle frazioni delle Tre Terre sono numerose le immagini sacre, specie mariane, affrescate sulle abitazioni o al loro interno, come pure nella cappella di Pontolo dedicata a Maria Ausiliatrice e, purtroppo perdute per l’incuria nel tempo, quelle nella cappella di Scarpagiano detta di S. Antonio  ( cosi’ citata per esempio in un documento del 1812 ). Su tutte sovrasta pero’ la devozione per l’affresco della “Madonna della Neve”dell’omonima chiesetta venerata come loro patrona dai conterranei.

Fin dalla seconda metà del 1500 sembra sia esistita, nella frazione Coslia, una cappella dedicata alla Madonna, tuttavia la prima attendibile documentazione storica che vi fa espressamente riferimento é quella relativa al testamento di Bernardo Francesco Rebuschini di Pianello ( ora S. Anna ) del 16 febbraio 1726 in cui, unitamente ai lasciti per la costruzione del portico di S. Anna, per la chiesa di S. Martino, per la processione annuale a S. Bernardino, egli destina una somma per la cappella o Oratorio della Madonna di Coslia. E’ quindi assai probabile che i frazionisti delle Tre Terre, specie emigrati nel genovese o nel Veneto e appartenenti alla benemerita “ Compagnia dei Genovesi”, desiderando ampliare la cappella o volendo costruirla ex novo al centro delle tre frazioni, abbiano iniziato l’attività in quel periodo, realtà che appare concretamente in un’ altra documentazione del 1726 i cui si accenna a una spesa di “lire 200 per un calice al nuovo Oratorio delle Tre Terre, appena terminato, per pisside ed altro”.

Notizie esatte relative alla vera data di fabbricazione sono mancanti, ci si affida solo alla tradizione orale che la vuol far risalire al 1764.

Sopra l’altare é affrescata l’effigie della Madonna del latte con Bambino che, ai piedi, reca le date 1570 e 1766: la prima potrebbe far riferimento all’edicola cinquecentesca mentre la seconda a quella dell’affresco vero e proprio.

Ai lati sono ritratti S. Rocco e S. Sebastiano e, sulla volta, sono effigiati l’Assunta e la Resurrezione.

In merito alla dedicazione non sono stati attualmente reperiti documenti chiarificatori, si sa tuttavia  che il Concilio di Trento, nel 1543, considerava sconveniente mostrare l’immagine di Maria a seno nudo e che alcune chiese a essa intitolate dovettero cambiare denominazione, come pure che in Italia tra i secoli XV e XVII si diffuse la venerazione a Maria Madre di Gesu’, forse apparsa miracolosamente, in una straordinaria nevicata, il 5 agosto a due coniugi romani i quali fecero costruire in suo onore quella che sarebbe diventata la basilica di S. Maria Maggiore a Roma. Nella sola Lombardia oggi si contano 19 chiese dedicate alla Madonna della Neve, raffigurata con Bambino tra le braccia o sulle ginocchia, solitamente incoronata, e che nel nome ricorda l’eccezionale nevicata agostana. Quella delle Tre Terre é certamente una di queste cui alcuni frazionisti, offrivano lasciti: le sorelle Marina e Giovanna Bruni, nel 1833 per celebrare una Messa ogni sabato, le sorelle Minatta Angela e Maria per la novena alla Madonna del Rosario e infine Mazzuccchi Maria per la recita, tutte le domeniche sere, di un Santo Rosario.

Come tutti gli edifici sacri anche la chiesetta della Madonna della Neve é stata oggetto nei secoli di migliorie varie: verso la fine del 1800 é stato costruito il campanile arricchito, nella seconda metà del 1900, di un concerto di tre campane, nel 1958 sono stati sostituiti tetto e pavimentazione, si sono eseguiti lavori esterni per togliere l’umidità, si é adattato un altare di legno per celebrare rivolti ai fedeli, si é pavimentato con piote il sagrato, il tutto sempre grazie anche al generosissimo contributo finanziario e umano dei frazionisti.

In questa chiesetta, l’unica della nostra Comunità pastorale dedicata alla Madonna, dal panoramico piazzale antistante da cui si puo’ ammirare il lago e buona parte dell’Alto Lario, si celebra due volte al mese e, solennemente, il 5 agosto, giorno dedicato alla Madonna della Neve. Fino agli inizi del secolo scorso era tradizione celebrare qui l’intera Novena di Natale, alle prime luci dell’alba, per consentire ai partecipanti di raggiungere le Filande in tempo utile, mentre ora vi si venera particolarmente la Madre di Gesu’ durante il mese di Maggio. Germana

 

articolo preso dal notiziario “Hesed” della Comunità Pastorale “San Luigi Guanella” n° 8 aprile 2019