Le campane non sono soltanto strumenti: sono memoria viva, sono tradizione, sono la voce che da secoli chiama alla fede e alla preghiera. Per questo, ciò che è accaduto lo scorso giovedì 10 luglio nella chiesa di San Rocco ha il sapore delle grandi occasioni: dopo il benestare della Sovraintendenza, le tre campane del 1924 sono state completamente smontate per un intervento di manutenzione straordinaria tanto impegnativo quanto necessario.

Un’operazione complessa, che ha toccato il cuore stesso del campanile e che ha compreso: la sostituzione degli isolatori, dei battagli e degli ancoraggi, ormai usurati dal tempo; la realizzazione di una nuova campana maggiore, poiché la storica campana più grande è purtroppo segnata da una crepa irreparabile; la revisione del castello, la tinteggiatura dell’intero impianto, il potenziamento del contatore elettrico; l’elettrificazione e l’automazione completa dell’intero impianto, per assicurare continuità, efficienza e lunga vita a questo prezioso patrimonio sonoro. Per circa due settimane, il paese ha dovuto fare i conti con un silenzio insolito. Il rintocco che accompagna la Santa Messa feriale, la voce amica e la vita della comunità, si è taciuto. Un silenzio necessario, però: il silenzio dell’attesa, della cura, del ritorno.
Le campane non sono solo oggetti: sono parte della nostra identità, della nostra storia, della nostra anima. Con il loro suono annunciano gioie, confortano nei momenti difficili, uniscono generazioni. Ripararne una, restaurarle tutte, significa custodire un’eredità spirituale e culturale che appartiene a ciascuno di noi. Ed ecco che, dopo giorni di attesa e lavoro certosino le campane sono tornate nel campanile! Quanta gioia vederle tornare su quel grosso camion che ha davvero faticato, per le sue dimensioni, giungere fin sotto il campanile a Campagnano. Le due campane storiche del 1924 sono risalite al loro posto, affiancate da una nuova campana che ha preso il posto del “campanone”. Una sostituzione dolorosa ma necessaria: la vecchia campana maggiore, testimone silenziosa di oltre un secolo di storia, oggi trova nuova vita come monumento sotto il campanile, visibile accanto al portico. Un segno di memoria, un omaggio alle generazioni passate, un ponte verso quelle future. È stato un lavoro complesso, molto costoso ma indispensabile. Quasi ventimila euro investiti non in metallo, ma in identità, bellezza, tradizione. In ciò che ci fa essere comunità. Non per ultima è da ricordare la grandissima generosità di tante persone che, con delicata discrezione, hanno però voluto fortemente la realizzazione di questa importante opera. Sia concessa una piccola confidenza: vista l’entità dell’opera non ci si sperava più di poter riparare le campane ma la tenacia, davvero forte, motivante e coinvolgente, di alcuni Mussesi ha permesso di realizzare questo sogno. Ora, finalmente, dalla sera del 15 agosto, Solennità dell’Assunzione di Maria, il cielo di San Rocco può risentire il suono che conosce bene da generazioni: un suono che continuerà a unirsi a quello delle campane della chiesa parrocchiale, componendo l’armonia che ci accompagna da sempre. Questa, in poche righe, è la “storia moderna” di questa nuova vita delle campane di San Rocco. Una vita che è stata voluta donare di nuovo in segno di fede, tradizione e devozione in questo Giubileo di Speranza. Rocco
articolo tratto dal n° 15 del notiziario “Hesed” della Comunità Pastorale “San Luigi Guanella”

