In ricordo di Suor Caterina

Nel Settembre 2019 festeggiavamo a San Vito il 50° di professione di suor Caterina (Nucci). I parenti, la comunità di Cremia e quella di Pianello e Musso avevano gioito di questo traguardo. Pochi mesi dopo è stata accompagnata verso una festa più grande, quella della gioia della vita eterna in Paradiso. Ho potuto conoscere suor Caterina nelle poche volte che in questi anni era tornata per qualche giorno in famiglia. Una suora che nella semplicità del suo carattere manifestava quella che era la sua vocazione e il suo servizio che stava vivendo a Roma. Lascio un ricordo più completo della sua figura a questi due scritti che seguono ringraziando il Signore per il fatto che la Comunità di Cremia, e la Chiesa di Dio, hanno potuto avere il dono di questa vocazione.     don Luca

 

T’INCONTRERO’ AMANDOTI

“Tutta la vita ho vissuto nell’attesa di questo momento, ho lasciato la mia famiglia, tutto per il Signore e ora finalmente lo incontro”. Sono queste le parola che suor Caterina ha espresso rispondendo alla domanda se avesse avuto paura dell’evolversi del suo stato di salute. Lei aveva capito che la sua vita terrena stava volgendo al termine. Suor Caterina, Nucci, per i suoi familiari e conoscenti, ha vissuto in pienezza la sua vita nella preghiera e nell’aiuto verso il prossimo. Ha  affrontato la sua malattia con dignità pur soffrendo, preoccupandosi  per lo più per quello che la sua assenza avrebbe comportato. L’incarico di superiora presso la “Casa Santa Maria” a Roma l’aveva portata ad assumere maggiori responsabilità. Ma per lei era normale dare sempre una mano. Non faceva mai mancare le sue cure e le sue attenzioni, e molte volte è stata vista andare in infermeria ad aiutare nel momento della somministrazione dei pasti. Ultimamente a “Casa Santa Maria” era arrivata Urania, una fra le più gravi delle ragazze ricoverate. Suor Caterina era stata l’unica a stabilire un contatto con lei. Seppe essere per questa ospite una mamma paziente e colma d’amore. Il giorno prima di lasciare questo mondo suor Caterina, pur prostrata dalla sofferenza, incontrò Urania, raccolse tutte le sue forze prese il suo volto e le diede un bacio. Fu un incontro unico e commovente. Aveva la dolcezza di accarezzare le persone come se stesse accarezzando i fiori. I fiori che lei adorava e curava con molto amore e proprio per questo espresse la volontà che non mancassero mai nella sua chiesa dopo la partenza del mondo terreno. Grazie a suor Caterina per tutto il bene che ha saputo donare, onorati di averla avuta con noi. Ci impegneremo ad essere ogni giorno un po’ come lei.

 

Cara Suor Caterina, quando Marina mi ha chiesto di scrivere qualcosa si di te, mi è venuto un nodo alla gola e i miei occhi si sono inumiditi. Si, perché ancora incredula, mi sto chiedendo come mai tu sia volata in cielo con tanta fretta, tanto più che da lontano non mi rendevo conto della gravità del tuo male. Di tanto in tanto riaffiorano in me i tanti ricordi dei tempi trascorsi insieme, a partire dal noviziato. Ricordi le risate durante la ricreazione provocate dalle battute delle novizie (ora suore) Rosa Bianchini e Bianca Clerici? E tu, con quelle risate schiette, sincere, di donna tutta di un pezzo, che lasciavano trasparire il tuo cuore limpido e buono. Dopo la mia partenza da Roma mi confidavi in un tuo scritto il rammarico di non essere più presente a condurre la giornata di ritiro e mi ha fatto sorridere l’esempio che mia hai portato, tanto semplice, ma altrettanto significativo: “Carissima suor Gabriella, oggi primo giorno di ritiro senza la tua presenza… ho provato un senso di vuoto … eravamo tutte come capita in paese dove lasciano la parrocchia senza prete. Tutti vogliono fare e si crea confusione …”. Una volta mi hai raccontato che, vicina agli ultimi momenti di vita di suor Giulietta, le hai chiesto che cosa desiderava. Lei ti ha risposto: “Una carezza” e tu le hai donato una carezza con intensa partecipazione. Ecco, ti ricordo così: semplice, spontanea, delicata, mai stanca di servire chi fosse nel bisogno… Cara suor Caterina, io non ti ho potuto salutare, allora ti mando in cielo un bacio, una carezza, un CIAO. Stammi bene suor Caterina!  Suor Gabriella.