Camlago, frazione speciale

CAMLAGO è un posto particolare di Pianello, “unico “dal punto di vista della fede e della devozione religiosa.

Durante il Seicento, a causa della grave epidemia di peste degli anni trenta che aveva mietuto moltissime vittime, compreso il parroco Grassi, la piana attraversata dal torrente Morella era stata adibita a “Cimitero degli appestati “. Nella zona comunemente chiamata “Dosso della Morte “era stato eretto, a perenne suffragio e ricordo, un grande arco in muratura con affrescate la Morte, la sua tremenda falce e altre figure legate al tema. Purtroppo alla fine degli anni sessanta, per la realizzazione della strada carrozzabile, con la copertura parziale del torrente Morella, l’arco  è stato demolito probabilmente senza essere stato almeno fotografato dal momento che nessuno oggi sembra possedere una foto che ne testimoni la memoria certamente ancora viva in quegli anziani che, giovanetti, passavano di lì con un certo timore. 

Il parroco don Gianni Sala, operante a Pianello dal 1965 al 1975, durante il ritorno dal pellegrinaggio parrocchiale a Lourdes della prima settimana di Giugno del 1974, ha fortemente voluto un concreto perpetuo ricordo dello stesso. Tra le varie ipotesi vagliate  è stata scelta quella di adattare a ” grotta ” la roccia ferruginosa che sembra sostenere le case di CAMLAGO , non esclusa quella in cui sorse il primo ospizio guanelliano. Gli sembrava bello che ” quei lontani pianellesi nostri antenati sepolti nel Dosso della Morte dormissero l’ultimo sonno sotto lo sguardo benedicente e materno di Maria che, mentre intercede per i morti guarda soprattutto a noi che siamo vivi e ci parla…”. Si augurava che chiunque passasse davanti a quel luogo particolare volgesse lo sguardo alla Vergine e le elevasse una preghiera per sé e per tutti i bisognosi.

Grazie alla generosa disponibilità di molti la grotta è stata realizzata in brevissimo tempo e inaugurata martedì 9 luglio due giorni dopo la festa eucaristica tradizionale della parrocchia. Con una straordinaria partecipazione di fedeli la sera è partita una fiaccolata notturna dalla chiesa parrocchiale verso la grotta con la statua della Vergine di Lourdes portata dai partecipanti al pellegrinaggio. In un ‘ atmosfera di entusiasmo e di misticismo, tra luci e candele, la Vergine ha trovato posto nella nicchia, a fianco del piccolo altare attorno al quale è stata celebrata la S. Messa accompagnata da canti e dal suono della chitarra del sacerdote pianellese don Daniele Crosta.

Dopo il ritorno in parrocchia per un breve ristoro molti, tra cui il parroco e il sindaco, non hanno potuto fare a meno di tornare di nuovo a pregare in quel luogo ormai particolare di CAMLAGO.

Da quella sera la ” Madonnina” non è più rimasta senza un fiore o un lumino acceso posti lì in anonimato, ma con fede. La parte antistante è stata via via ampliata , abbellita e utilizzata, in un primo tempo, per la celebrazione di una Messa all’inizio di maggio, mese mariano, o per la recita collettiva del S. Rosario, oggi come meta della  processione pomeridiana della festa della Madonna del Rosario, la prima domenica di ottobre.

Ma non è finita qui! Proprio ai piedi della piccola scalinata che conduce alla grotta oggi si snoda , salendo alla frazione di CAMLAGO , il sentiero meditativo M 4 realizzato dai guanelliani Servi della Carità nell’ambito del progetto “Sui passi di don Guanella, il senso di un cammino “. Il tratto, lo stesso percorso dal santo parroco e dalle sue suore, è scandito da 8 piccoli pannelli con frasi del Guanella sul tema della Provvidenza. Si accenna ai gigli del campo, ai pulcini sotto le ali della madre, al bene nascosto in ciascuno di noi, ai dubbi della vita, ai tempi della provvidenza, alla via da percorrere,  alla fiducia, alla fede, al cammino da fare. L’ultimo pannello è stato posto proprio di fronte all’antico Ospizio che ha accolto le prime orfanelle e ha dato il via all’opera oggi diffusa in tutto il mondo. Si tratta di un fabbricato in pietra locale appartenuto alla fine del Seicento alla grande famiglia pianellese dei Perpenti e venduto a un membro dei Bosatta alla metà del secolo successivo. Un loro discendente, Francesco, imparentato con sr. Marcellina  e Chiara, concede nel 1873 al parroco don Coppini due locali in affitto gratuito perché possa trasferirvi quattro ragazze orfane accudite ed educate da Marcellina Bosatta e da Maddalena Minatta , giovani desiderose di spendere la propria vita per i bisognosi. Quando , dopo un paio d’anni, tutta la casa viene messa all’asta, in seguito alla morte del proprietario , il parroco la rileva intestandola alle due future suore. L’ Ospizio progredisce e accoglie sempre più bisognosi e poveri. Riesce ad autogestirsi offrendo alle ospiti lavoro nell’incannatoio, ricavato nel piano superiore della casa, nei campi, nel cucito o nei servizi e aprendosi a nuove aspiranti religiose. Dopo l’improvvisa cruenta morte di don Coppini (colpito in un agguato) l’ospizio viene affidato al parroco di  Musso per passare poi a don Guanella amministratore della parrocchia di Pianello. L’ opera si ingrandisce al punto tale che c’è urgenza di nuovi spazi così il futuro santo, che non vorrebbe mai abbandonare CAMLAGO, culla delle sue opere femminili , si trova costretto a trasferire il tutto temporaneamente nella casa coadiutoriale in riva al lago, quindi a Calozzo nella casa  Mazzucchi già Bernucca e prima ancora Boroni ( vedi stemma sopra camino e motto su architrave porta 1557 ). Sollecita all’ acquisto, con una certa insistenza, persone a lui molto care, i coniugi Giuseppe Felice Calvi e Carmelina Crosta e i loro cognati Angelo Michele Bellati e Claudina Calvi la cui discendente Giuseppina Pisani ha recentemente donato due stanze all’opera guanelliana affinché rimanga una testimonianza del punto di partenza delle opere di don Coppini prima e di don Guanella poi. 

Fonti orali tramandano che il futuro Santo sia tornato più volte a CAMLAGO da queste due famiglie e che ogni volta abbia ripetuto scherzosamente la frase ” Io qui non busso perché in fondo sto entrando in casa mia “. Ecco, CAMLAGO è stata ed è tutto questo. Germana

articolo preso dal n° 11 del notiziario “Hesed” della Comunità Pastorale “San Luigi Guanella”