Grazie dei fiori

Premetto di non avere il “pollice verde” e di non aver mai dedicato tanta cura alle piante e ai fiori. Ma ciò non mi impedisce di esprimere il ringraziamento a chi nelle nostre parrocchie si prende cura dell’addobbo floreale. Con molta discrezione e con competente cura abbiamo chi pensa anche a questo aspetto. Trovare gli altari sobriamente decorati con i fiori o con le piante è sempre segno di attenzione a quello che sugli altari viene celebrato. Desidero esprimere anche il sentito grazie alle persone che con le loro offerte contribuiscono agli acquisti dei fiori, e anche a coloro che in alcune circostanze offrono l’intera spesa per l’addobbo floreale. Lascio qui di seguito alcune riflessioni sul tema.

Il Signore è l’artefice assoluto di tutto quanto di più bello possiamo immaginare. La bellezza e le meraviglie di cui Egli è capace traspaiono in tutta la sua splendida opera creatrice, dai panorami ai tramonti, dal sole alle profondità degli abissi, dal mare alle stelle, dagli animali agli alberi, fino all’uomo, da Lui creato a sua immagine. Di questa bellezza incommensurabile presente nella natura e nel creato il Creatore ce ne fa dono ogni giorno, anche attraverso i fiori. Già l’Antico Testamento intravede nel linguaggio dei fiori un’espressione di quel rapporto dell’uomo con l’Altissimo che soltanto il fiore, realtà dotata di bellezza ma anche di effimero, sa trasmettere. Il fiore, secondo la Bibbia, è infatti simbolo della bellezza e della grazia terrena, ma ricorda anche il paradiso e la grazia celeste. Non sorprende dunque che i fiori siano entrati anche nelle nostre chiese fin dai primordi del Cristianesimo e accompagnino la liturgia lungo i vari tempi e solennità dell’anno liturgico. Proprio come la musica, i canti, la luce, le parole, i gesti del sacerdote, le pitture e i quadri, anche i fiori sono infatti un linguaggio capace di introdurre all’esperienza di Dio. I fiori a servizio della liturgia contribuiscono alla bellezza e al decoro delle celebrazioni e ci trascinano nella comunione con il Dio d’amore che è “la bellezza di ogni bellezza“, per usare le parole di Sant’Agostino. Essi abbelliscono e ornano “il luogo” dove Dio incontra il Suo popolo, dove si rinnova l’Alleanza nuziale tra Cristo e la Sua Chiesa, manifestando l’attualizzarsi del mistero della salvezza.                                      don Luca