La Missione Popolare

Mi è stato chiesto di scrivere un articolo per spiegare che cos’è una missione parrocchiale. Prima di tutto mi presento: sono p. Marco Panzeri, passionista, e vivo nella comunità religiosa di Caravate (Va), che alcuni di voi hanno avuto il piacere di frequentare in occasione del pellegrinaggio giubilare. Già da qualche mese bazzico la vostra comunità pastorale per preparare la missione popolare o parrocchiale che si svolgerà in Quaresima, dal 7 al 22 marzo 2026.

Facciamoci alcune domande:

Si parla di missione; che cosa è e a cosa richiama questa parola? Perché una missione nella nostra comunità pastorale? Ma è così necessaria? Perché? Qual è l’obiettivo e lo scopo della missione?

Come si svolgerà la missione? Provo a rispondere a queste domande. Solitamente quando si sente parlare di missione il primo pensiero che viene in mente è riferito a missionari che partono per l’Africa o l’Asia ad annunciare il Vangelo affinché tutti possano conoscere Gesù Cristo. Similmente ciò avviene anche nella nostra Comunità Pastorale. Un gruppo di missionari passionisti, per 15 giorni, visiteranno le vostre famiglie, incontreranno più persone possibili e annunceranno il Vangelo.

Ma è così necessaria una missione e perché?

Abbiamo bisogno di riappropriarci della nostra fede, ritessere il legame tra la fede e la vita quotidiana che purtroppo sempre più si sta sfilacciando. Gli impegni quotidiani, le relazioni, il lavoro e altro rischiano di farci perdere di vista l’essenziale per la nostra vita. Corriamo il rischio di vivere tutto, comprese le relazioni tra noi e con Dio, con uno sguardo “utilitaristico”: se mi serve, se ci guadagno… perdendo di vista la gratuità e il senso del dono. Tutto abbiamo ricevuto come dono. L’attenzione esagerata al corpo e alle cose materiali della vita rischia di creare una frattura interiore in ciascuno di noi.

Ecco, la missione ha lo scopo di riaccendere la fiamma della nostra fede per aiutarci a dare senso a tutto ciò che facciamo, a ricreare il legame interiore tra il corpo, lo spirito e l’anima. È bello vivere la fede, la comunità perché nutre l’integralità della persona. E poi, come scopo fondamentale, la missione vuole aiutarci a riscoprire l’infinito amore con cui siamo personalmente amati da un Dio, che si dona a ciascuno di noi nella persona del Figlio Gesù. Come piaceva spesso ricordare a san Paolo della croce: “La passione di Gesù è la più grande e stupenda opera dell’Amore misericordioso del Padre”! La missione è suddivisa sostanzialmente in due settimane.

Nella prima settimana gli impegni fondamentali saranno 2:

– la visita alle famiglie

– i Centri di Ascolto della Parola.

Accanto a questi appuntamenti ogni mattina ci sarà il “Buongiorno a Gesù” per i ragazzi delle elementari e delle medie.  Visita nelle scuole e negli asili.

Nella seconda settimana gli impegni fondamentali saranno:

Incontri con le varie fasce di età: adolescenti, giovani, adulti, anziani, famiglie

Momenti di preghiera: adorazione, Via Crucis.

In attesa di questo momento straordinario per la vostra Comunità Pastorale, vi invito ad accompagnare il cammino di preparazione soprattutto con la preghiera (la missione prima di tutto è opera dello Spirito Santo), e poi con la disponibilità a lasciarsi coinvolgere. L’icona che accompagnerà la missione è il brano di vangelo che racconta l’incontro tra Gesù e Zaccheo. Il Signore ci chiama e tocca a noi rispondere; non ci capiti di lasciarlo passare e non accoglierlo in casa nostra.

Concludendo vi auguro un buon Natale contemplando il Signore Gesù che nasce per noi.

P. Marco Panzeri, passionista

Articolo tratto dal n° 15 del notiziario “Hesed” della Comunità Pastorale “San Luigi Guanella”