Luce nel mondo

«La vita consacrata, profondamente radicata negli esempi e negli insegnamenti di Cristo Signore, è un dono di Dio Padre alla sua Chiesa per mezzo dello Spirito. Con la professione dei consigli evangelici i tratti caratteristici di Gesù — vergine, povero ed obbediente — acquistano una tipica e permanente «visibilità» in mezzo al mondo, e lo sguardo dei fedeli è richiamato verso quel mistero del Regno di Dio che già opera nella storia, ma attende la sua piena attuazione nei cieli.». (esortazione “Vita Consecrata” 1)

Il due febbraio è la festa della Presentazione del Signore e in questa giornata si prega e si ricorda in particolar modo la vita consacrata. Alla vita consacrata appartengono tutti coloro che a partire dal Battesimo hanno ricevuto da Dio una speciale vocazione a seguirlo donando tutto se stessi, cuore, mente e corpo. In cosa si caratterizzano i religiosi e le religiose e tutti coloro che hanno fatto una consacrazione (nella ricchezza dei carismi che lo Spirito Santo ha offerto alla Chiesa)? Il loro specifico è di rappresentare nel mondo Gesù mostrando il loro appartenere totalmente a Lui. I frati e le suore, le monache e i monaci, le laiche e i laici consacrati, non ci sono inizialmente per “fare” qualcosa (scuole, ospedali, casa di riposo) ma per mostrare “Qualcuno” (anche esercitando la carità in queste opere). La vita consacrata è segno e richiamo nel nostro presente, in quanto ci rimanda al dono totale di Gesù che nella obbedienza al Padre ha ottenuto la salvezza per tutta l’umanità. E nel fare la volontà di Dio Gesù ci ha liberati. Così come nella povertà e nella castità i consacrati ci pongono di fronte la totale appartenenza a ciò che vale veramente, cioè a Dio. Attraverso la vita consacrata ci viene detto ciò che siamo a partire dal Battesimo, ovvero di Dio e ciò che saremo nel Paradiso tutti con Dio, con tutto noi stessi, senza più vincoli. I religiosi ci invitano quindi ad essere “nel” mondo ma a non essere “del” mondo, quando questo rivela la logica che va conto la volontà divina. Senza i religiosi ci mancherebbe la possibilità di respirare più ampiamente, ci mancherebbe chi ci ricorda chi siamo e a che destino siamo chiamati. Non possiamo quindi far mancare la nostra preghiera per i consacrati e le consacrate, sia per chi ora sta operando, sia per le future vocazioni. Dobbiamo pregare perché dalle nostre tre parrocchie possano sorgere ragazzi e ragazze che abbraccino la vita religiosa e consacrata e diano a noi la possibilità di “essere più umani”, cioè più cristiani.      don Luca