Nuova Missione Diocesana in Mozambico

«Vogliamo quest’anno dar vita a una nuova cooperazione missionaria in Africa, precisamente in Mozambico, nella diocesi di Nacalaۚ». Per questo «invieremo “in avanscoperta”, nei prossimi mesi, don Filippo Macchi» che saluterà la parrocchia di Grosio dove è vicario.

L’annuncio è stato dato, sabato 31 agosto, dal vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, durante il Solenne pontificale di S. Abbondio, patrono della Diocesi.

Nella foto don Filippo Macchi (a destra) con padre Giorgio Giboli (al centro) e don Alberto Pini durante il viaggio in Mozambico di agosto

Non una data casuale quella scelta dal Vescovo. La comunicazione dell’apertura di una nuova missione diocesana in Africa è contenuta infatti nel discorso “Sulla soglia di un nuovo anno pastorale: linee comuni per un cammino secondo lo Spirito”, che il Vescovo affida alla diocesi alla vigilia del nuovo anno pastorale.

«Una urgenza molto viva nella nostra Chiesa è quella di non confinare ai soli addetti ai lavori, o affidare a una commissione o ad un semplice documento, la dimensione missionaria della vita cristiana. È urgente l’esigenza di educare tutti, sacerdoti e laici, fermentando processi di rinnovamento. La stessa diminuzione numerica del clero può essere interpretata come una opportunità perché tutto il popolo di Dio, come frutto del comune Battesimo, valorizzi il compito di annunciare il Vangelo».

La scelta del Mozambico va proprio nella direzione di un incontro-confronto con una Chiesa che ha fatto della ministerialità e del ruolo dei laici una delle sue caratteristiche.

Con una popolazione di quasi due milioni di abitanti (di cui il 28% cattolici), sparsi su una superficie di 26mila kmq, la Diocesi di Nacala può contare su soli 11 preti diocesani e 24 tra religiosi e fidei donum.

«Si tratta di una Chiesa rimasta viva proprio grazie alla presenza di catechisti e laici. Durante gli anni della guerra civile (1981-1994 ndr) tutti i missionari furono costretti a lasciare il Paese e a mantener viva la fiamma della fede sono rimasti i laici: persone semplici ma con una grande fede», spiega il direttore del Centro missionario don Alberto Pini che ha visitato il Mozambico nel mese di agosto.

Ad accompagnarlo c’era proprio don Filippo Macchi il sacerdote che partirà, come ha detto il Vescovo, in “avanscoperta”.

«Per questo primo periodo – ha proseguito il Vescovo – don Filippo sarà ospite della diocesi di Pordenone (presente con due fidei donum nella diocesi di Nacala ndr) in attesa di costituire un gruppo di volontari che vivano e operino insieme: una coppia di sposi, o singoli, ma anche persone consacrate, disposti a lavorare in équipe negli spazi parrocchiali che verranno loro assegnati. Sarà una presenza che si aggiunge a quella animata dai nostri tre missionari in Perù (don Savio Castelli, don Roberto Seregni, don Ivan Manzoni). Mi auguro che la nuova missione possa diventare nel tempo una nuova occasione rigeneratrice a vantaggio della nostra Chiesa, un luogo di confronto e di stimolo per smuovere le acque stagnanti del nostro ambiente, dove non si può più dare per scontato il cristianesimo e dove non ci si può più accontentare della facile espressione: “abbiamo sempre fatto così!”, oppure: “per questi compiti ci sono i sacerdoti”!»

La partenza di don Filippo per l’Africa, precisano dal Centro missionario, non avverrà prima della prossima primavera.

«Durante la visita in Mozambico abbiamo fatto visita ai sacerdoti fidei donum di Pordenone con cui don Filippo inizierà la sua avventura missionaria in quella che sarà, almeno temporaneamente, una sorta di missione interdiocesana», racconta precisa don Alberto Pini.