Sono tanti i personaggi che si incontrano nei Vangeli; ci sono figure belle di santi e anche figure di peccatori che sono lontani da Cristo. Nei racconti evangelici non ci viene tolta la dimensione del male, del tradimento, della paura. Ci restituisce un quadro di una umanità varia e variegata che si impatta con la Persona di Gesù, con atteggiamenti e risposte molto diversi fra di loro. Un personaggio fra i tanti che mi hanno colpito, è quello del “buon ladrone”, uno dei due crocifisso accanto a Gesù sul Golgota. A questa figura la tradizione assegna il nome di Dimas (o Disma o Dismas). I Vangeli canonici non citano nessun nome, che invece troviamo in alcune opere apocrife successive agli scritti dei quattro evangelisti. Perché Dimas suscita così interesse? D’acchito sembrerebbe un mero opportunista, che all’ultimo sale sul carro del vincitore, e ottiene la ricompensa con una frase di circostanza. In realtà non è così. Anzitutto c’è il contesto: Gesù era in quel momento morente sulla Croce.

Abbandonato dai suoi amici, condannato dal potere di turno, esposto alla umiliazione, sbeffeggiato dai soldati, dai capi del popolo e dal popolino stesso, che gode sempre nel vedere le disgrazie altrui. Le uniche figure solidali sono la Madre, qualche donna e il più giovane fra i suoi discepoli, per il resto nessuno, anzi con molti contro. In più Gesù sembrava aver fallito nel suo porsi come persona e come Messia. Eppure Dimas si rivolge al cattivo ladrone, che insultava Gesù, redarguendolo. In questo discorso Dimas riconosce in Gesù non soltanto chi non ha fatto nulla di male, ma parla anche del timore (rispetto) dovuto a Dio. E’ il riconoscimento che pur dalla Croce, il Figlio di Dio, manifesta la sua realtà di amore. E poi la frase che afferma la certezza che Gesù è Colui che salva: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. E’ il tenero affidarsi a Cristo, è il sapere che solo in Lui c’è la possibilità della salvezza, è riconoscere che Lui è il vero Dio, anche andando controcorrente, mentre la maggior parte dei presenti era indifferente o addirittura avversa. Dimas siamo tutti noi, peccatori sì ma capaci di riconoscere il vero volto di Cristo, pur in mezzo ad un mondo indifferente ed ostile. Siamo come Dimas quando sappiamo andare controcorrente non per il gusto di fare i bastian contrari, ma perché abbracciati dall’Amore e dalla misericordia di Dio che si manifesta in Gesù. E poi la risposta di Gesù a Dimas: “oggi sarai con me in Paradiso”. Dimas, è il primo santo ad essere riconosciuto come tale, essendo appunto in Paradiso. La Grazia di Dio, domandata nella preghiera e vissuta in una vera vita di fede, ci permette di ricevere il dono eterno. Come Dimas, anche noi, affidiamoci al Salvatore. don Luca

