Dopo intense, e accaldate, settimane si è conclusa l’esperienza del Grest 2026. Attività, giochi, tornei, laboratori, condivisione di cibo e preghiera insieme, hanno accompagnato le giornate di bambini, ragazzi e adolescenti. Sono stati sicuramente momenti intensi e carichi di impegno. Vedere i bambini e i ragazzi, vivere occasioni per stare insieme dentro una esperienza che ha guardato alla loro persona in tutti i suoi aspetti, è stato molto bello. Il Grest non è solo un contenitore di giochi e generico stare insieme, ma ha cercato di proporre un cammino che coinvolgesse i vari aspetti della persona; corpo, mente e cuore. Nello svolgersi dei vari momenti si è cercato di cogliere tutto ciò. Un aiuto potente è stato offerto dal tema del Grest, che al di là del titolo simpatico e accattivante (Bella Fra!) ha mostrato la bella figura del Santo Patrono d’Italia San Francesco d’Assisi.

Il Poverello di Assisi ci ha mostrato la sua vicenda appassionante e ricca, e si è mostrato come colui che nella vita ha vissuto un incontro e una forte amicizia con Cristo. E il tema dell’amicizia in San Francesco ha permesso di vedere come questa esperienza vissuta in Cristo porti a considerare gli amici come dei “fratelli”, da qui il nome di “frati”. Francesco ha avuto tanti amici: “avanti Cristo”, ovvero prima dell’incontro con il Vangelo, compagni di feste e di bagordi, “dopo Cristo” invece i suoi primi frati, fratelli nella fede e nella missione. Ricordiamo tra i tanti, frate Leone che lo seguirà per tutta la sua vita: in mezzo ai poveri e ai lebbrosi, addirittura fino dal Papa per l’approvazione della Regola, per le strade e le piazze a predicare e convocare la gente fino al freddo del suo letto di morte. Tra questi amici, anche delle donne. Due in particolare: Chiara che ne seguirà le orme con altre consorelle, spogliandosi della ricchezza per scegliere l’amore di Cristo e donna Jacopa dei Settesoli, nobildonna romana che lo aiutò ad avere udienza da Papa Innocenzo. Il Grest ha visto coinvolgersi non solo il gruppo degli animatori, che hanno curato lo svolgimento dei giochi e di altre attività, ma anche di figure di adulti che hanno offerto il loro tempo, il loro cuore e le loro braccia per la buona riuscita di questa esperienza. A tutti loro va il ringraziamento per il prezioso contributo che hanno saputo offrire. don Luca
