Mettersi a guardare

Siamo arrivati alle soglie del Natale, mancano pochi giorni alla celebrazione dell’Avvenimento con il quale Dio si è fatto uomo. Vorrei evitare la trita e ritrita considerazione sul Natale consumistico (perché noiosa e non serve a granché). Infatti San Francesco, che del Natale e del presepe se ne intendeva, ha fatto sì che il tanto vituperato “Natale consumistico”, quello dei regali, proprio dallo stesso “santo poverello” fosse inventato. Il Santo di Assisi infatti – di fronte al dono che Dio faceva al mondo del suo stesso Figlio – voleva che a Natale, per gratitudine, ognuno fosse munifico di doni, a lode di Dio. I cristiani che esprimono la loro gioia per la venuta del Salvatore, e la esprimono anche se stanno vivendo croci e sofferenze, sono la più potente testimonianza della presenza di Dio fra noi annunciata dal Natale. Ecco perché messa via questa questione, quella dei regali, è a mio avviso importante recuperare un atteggiamento, del cuore, ben più importante. E questo atteggiamento è quello del “guardare” ponendosi sull’uscio della “vicenda” che si va a delineare. Nel presepe ci sono molti personaggi che fanno qualcosa, ma anche tanti che guardano. Per esempio i pastori, che ascoltano e osservano gli Angeli messaggeri e poi si recano davanti alla mangiatoia per guardare il Bambinello. Ci sono i Magi che dopo il loro lungo viaggio, si fermano anch’essi a guardare. Ma poi ci sono altri personaggi, magari anonimi, che nel presepe vengono messi nella posizione di chi osserva l’Avvenimento accaduto. Sono posti magari in posizioni un po’ defilate o anche lontane dalla mangiatoia, ma scrutano anche loro verso il Bambinello. Mi sembra un atteggiamento utile in questi giorni, riscoprire il guardare ciò che si sta per celebrare. La Novena di Natale, che scandisce il cammino, ci aiuta ad illuminare lo scenario che si va a delineare (a tal proposito si sono notate alcune assenze nella consegna della Novena…). La preghiera della Novena, che la tradizione di fede ci consegna come prezioso strumento, ci educa a osservare il Natale per quello che esso realmente è.

A Natale, fra la vigilia e il giorno, sono previste diverse celebrazioni per facilitare la partecipazione e per consentire di non creare occasioni di eccessivi assembramenti.                                                   don Luca