A Dio, Anna

In questi giorni è stato dato il saluto terreno, consegnandola nelle mani del Padre celeste, ad Anna la “sacrestana” di Pianello. In realtà l’Anna era ben più di una sacrestana, è stata una grande donna di fede. Quella fede che l’ha portata per quarant’anni, un tempo considerevole, a servire il Signore nell’ambito liturgico (e non solo). L’Anna è sempre stata caratterizzata da questa fede che fin da giovane ha coltivato e vissuto. L’ha testimoniata come ella era capace. Certo, con un temperamento deciso, ma allo stesso tempo dolce e disponibile. Avrà avuto sicuramente i suoi difetti e i suoi peccati, quelli li sa il Signore, ma certamente ha dato un grande esempio di cosa voglia dire servire Dio. Ha svolto il suo ministero di servizio non solo “facendo” ma soprattutto “pregando”. Non era solo un preparare le cose, ma era anzitutto permettere che il sacerdote celebrasse la Messa o altri riti per poter far pregare e per pregare lei stessa, tanto che non mancava mai ai momenti di preghiera in chiesa. Ha saputo servire il Signore e la Chiesa accogliendo i parroci che si sono succeduti, senza distinzioni, con uno spirito di amore alla comunità parrocchiale di Pianello.

Ha saputo essere anche colei che, dopo l’iniziale novità della creazione della nuova Comunità Pastorale con Cremia e Musso, ha vissuto questo passaggio come una occasione di crescita e di cammino comune. Credendoci, non solo a parole ma coi fatti. L’Anna ha vissuto anche una grande devozione alla Madonna e ai Santi. Proverbiale fu quella volta, che nel tempo della pandemia, si recò a pregare alla cappellina della Madonna di Camlago, perché per lei in quel frangente era importante stare con la Mamma celeste. I Santi erano ben più di un aspetto esteriore o occasionale. Erano dei maestri. Forte era la devozione a San Giuseppe, che sicuramente l’avrà accompagnata in questo transito dalla terra al cielo. Le sue origini in quel di Colico l’hanno posta vicina alla beata Maria Laura Mainetti. E poi la sua (penso io) “preferita”, la beata Chiara Bosatta.   A differenza di chi ha vissuto solo l’enfasi dei momenti solenni della beatificazione, l’Anna alla beata Chiara era veramente legata. Non era per lei un santino da tenere in qualche angolo dimenticato della casa. La beata Chiara era una presenza ben precisa e importante. Tanto che fu una delle promotrici della realizzazione della statua che ora è presente in chiesa, grazie anche a lei. Come la beata Chiara anche l’Anna ha patito la malattia negli ultimi mesi della sua vita, ma offrendo anche questo al Signore. Sono grato al Signore per avermi dato la possibilità di percorrere un po’ del cammino terreno con lei. Ho sentito da parte sua una attenzione materna, con i consigli (sempre preziosi), con le attenzioni per la mia salute e la mia vita.  E soprattutto con la sua preghiera per me. A Dio Anna e grazie di tutto. don Luca