I giorni del Triduo pasquale ci hanno introdotto all’accoglienza dell’Evento per eccellenza: la Pasqua. L’Evento Pasquale nella sua manifestazione è totalmente innovativo e sconvolgente: Gesù, il Figlio di Dio, che ha patito ed è morto in Croce, è risorto. La Risurrezione è la concreta espressione della potenza di Dio. La potenza di Dio che si realizza nello sconfiggere la morte (Gesù non è più morto nel sepolcro, ma è vivo!) e il peccato degli uomini (l’Amore di Dio ha vinto e vince tutt’oggi, il male che l’uomo è capace di esprimere).

La Risurrezione è il mistero qualificante del Cristianesimo, il compimento sovrabbondante di tutte le profezie di salvezza. Dal Cristo Risorto è nato il popolo di Dio, nella nuova ed eterna Alleanza. Solo un Dio che dimostra di essere vittorioso contro i due grossi limiti che attanagliano l’uomo, la morte e il male, è credibile e spendibile per la nostra esistenza L’uomo ha sete di salvezza, di speranza, di felicità. La Pasqua squarcia il velo che tiene l’uomo prigioniero delle sue paure. Dio opera, e lo fa in un modo a noi comprensibile e realizzabile. Ecco perché il cristiano che nella Pasqua trova la sua ragion d’essere, è creatura nuova. Vive di una Grazia che scaturisce da un Evento unico, che si mostra a noi gratuitamente per essere accolto. Infatti la salvezza che viene dalla Pasqua, noi siamo chiamati ad accoglierla. Ed è l’unica cosa che il Signore ci chiede mediante il sì della nostra libertà. La libertà di aderire a questa proposta, o di rifiutarla. La Pasqua è vittoria dell’innocenza sul peccato. In questa vicenda, l’unico incolpevole si lascia volontariamente aggredire dai peccatori. A loro – e a tutti noi – egli ottiene il perdono di Dio, e a nostro vantaggio prepara nel suo sangue un’aspersione di misericordia. La prima conquista di questo trionfo, ottenuto a così caro prezzo, è il malfattore crocifisso sul Golgota accanto a Gesù. Col suo pentimento egli rovescia felicemente un’intera esistenza sbagliata: un attimo di fede, e la croce si muta nella gloria. Il caso è esemplare, ed è ragione di speranza per tutti noi, quali che siano i nostri debiti con la giustizia divina: “Dopo il perdono al ladro, chi sarà ancora oppresso da timore?” (S. Ambrogio). La nostra comunità, ci accompagna sulla strada del sì a Cristo, lasciamoci guidare. Buona Pasqua! don Luca
