Aprendo i cassetti

Ci sono dei momenti che sono fortemente evocativi, e nella vita capita non di rado di viverli. Uno di questi mi è accaduto nei giorni scorsi. Mi sono ritrovato insieme con i miei fratelli a mettere mano agli oggetti della nostra casa paterna. Era tanto tempo che non ci si trovava insieme per continuare l’operazione di sistemazione della casa. Nel lavoro fatto sono stati aperti armadi e cassetti e sono saltati fuori tante cose, fra cui oggetti e vestiti dei nostri genitori e di noi, relativi ai tempi in cui eravamo piccoli. Come capita a tutte le persone che devono regolare queste incombenze, si sono aperti non solo i cassetti e le ante degli armadi, ma anche le porte del cuore e della mente. Sono venuti a galla tantissimi ricordi (e non lo nascondo, anche più di una lacrima) vedendo oggetti che erano familiari in quanto indossati o usati dalla mamma e dal papà. Mi sono passati tra le mani diversi elementi che mi hanno riportato ai tempi dell’infanzia. Quei vestiti particolari che possedevo da bambino e che mia mamma aveva avuto, chissà mai perché, la cura di conservare. Vedendoli di botto mi sono immaginato bambino mentre li indossavo, rigorosamente nelle feste importanti o in momenti specifici. Sono poi comparse delle foto, alcune fra le tante (molte in bianco e nero… segno che erano di qualche decennio fa…), dove sono insieme a mio fratello. Oppure le foto dove i miei genitori sono ritratti da sposi novelli. Vedermi da bambino mi ha fatto ricordare con gratitudine il tempo dell’infanzia, della casa, degli affetti. Un tempo che ha poi permesso di costruire, su solide basi, il cammino che è venuto dopo. Aprendo cassetti e scatole sono venuti a tra le mani oggetti che mi hanno raccontato un tratto dei miei genitori e della mia famiglia. Ho trovato i libretti di preghiera, con diverse immaginette, che usava mia mamma fin da quando era giovane e poi da sposa e madre. Cosi come ho travato l’infinità di libri religiosi che mio papà aveva letto negli anni, essendo la lettura una delle sue tante passioni. Chissà quante volte i miei genitori, persone normalissime e semplici, hanno pregato per i loro figli, magari con qualche preoccupazione o pensiero, ma affidandoli al buon Dio. Ringrazio il Signore per il dono della famiglia che mi ha accolto e mi ha amato. E capisco ancora di più l’importanza di avere avuto chi mi ha voluto bene ma che mi ha anche educato e richiamato a conoscere l’Amore di Dio. Questo mi fa capire come sia stato vero allora e come sia vero, e necessario, anche per i bambini e i ragazzi di oggi. don Luca