C’è bisogno di buone notizie

C’è bisogno di buone notizie. Troppo spesso si assiste nei notiziari, sui giornali ma anche nei discorsi fra persone, di far emergere, in prevalenza, solo le cose negative e che non vanno. Che queste ci siano, è indubitabile, ma è altrettanto vero che ci sono le realtà positive, le cosiddette belle notizie. E’ utopia? E’ fantasia? E’ girare la testa dell’altra parte per non vedere le condizioni in cui ci si trova? Non penso, anzi dico di no. Per quanto siamo in condizioni di emergenza, e per quanto sia presente il male, esso non è mai l’ultima parola. A volte basta guardarsi attorno per vedere segni belli. Mi capita spesso di vedere gesti di attenzione e di disponibilità. E parlo delle persone dei nostri paesi. Persone, giovani, adulti e anziani, che si rendono disponibili per il bene comune, per aiutare chi ha bisogno, a servire la parrocchia nelle sue varie necessità, e poi l’elenco continua. Certo il bene non fa rumore, non ha lo schianto di chi fa qualcosa di sbagliato, non ha l’emotività (spesso un po’ malata) del vedere tutto nero, non ha la suadente attrattiva del malevolo pettegolezzo, o dello sterile lamentarsi. Non fa rumore ma c’è.  E guardare al bene vuol dire saper vedere la vita con gli occhi di chi vive lo stile evangelico. Dove c’è il male occorre essere attenti e prudenti, e saperlo anche combattere, ma vuol dire anche sapere che siamo nelle mani di Cristo risorto. Il cristiano corre il rischio di dimenticarsi della letizia pasquale, della “buona notizia” (perché letteralmente vuol dire questo la parola “Vangelo”). La Pasqua, che ci stiamo preparando a celebrare e vivere, ci ricorda che Cristo ha vinto morte e peccato. Le conseguenze quali sono? Che il cristiano è persona che vive da redento, cioè da salvato.  Sa che nel mondo è chiamato a starci, ad essere sale della terra, a cercare di condividere con altri fratelli e sorelle il bene possibile. Ma sa che la sua vita ha un senso, ha un destino buono, anche quando incontra la sofferenza e la morte.  La Settimana Santa che abbiamo davanti ci aiuta ad educarci allo stile di Gesù, che ha affrontato la scelta fondamentale di fare la volontà del Padre e in questa ci conduce attraverso la Croce alla vittoria della Pasqua. La Risurrezione è donata a noi da Gesù, non dobbiamo inventarla la possiamo riconoscere presente come dono di Grazia e renderla visibile nelle buone opere.  don Luca