Che era cosa buona

Nella settimana che abbiamo davanti ci sarà una delle feste patronali della nostra Comunità Pastorale, quella di San Biagio a Musso. A questa solennità è collegato il gesto della benedizione della gola. E’ bello poter andare a vedere il significato di un segno come quello della benedizione della gola. Da dove possiamo partire? Un dato certo per il cristiano: che il mondo è opera di Dio. La Bibbia ci presenta nel racconto della creazione non tanto il “come” è accaduto, ma il “perché”. Nel testo sacro non c’è una preoccupazione scientifica, che all’epoca della redazione era ancora molto limitata, ma c’è il desiderio di capire perché c’è il mondo e da chi è stato creato. Ne viene fuori, ma lo possiamo capire anche noi, che il mondo non si formato casualmente o da qualcosa di preesistente ma è opera di Dio, della sua libera volontà di creare per amore l’uomo e tutto ciò che vi è attorno a lui. La possibilità che il mondo si sia formato casualmente o per processi che sfuggono ad una volontà creatrice è pari a quella che potrebbe vedere in una nevicata il formarsi spontaneamente di un pupazzo di neve… Il racconto biblico quindi ci porta a contemplare il mondo come l’opera di Dio e in quest’opera c’è tracciato il senso: Dio ci dona la vita perché ci ama e creandoci liberi ci offre la possibilità nella nostra esistenza di cercare e vivere ciò che è bene. Sempre nel racconto della Genesi si ricorda come quello che è stato fatto è buono: “Dio vide che era cosa buona” (Gn 1,12). L’opera della creazione è buona ed è affidata all’uomo perché in essa viva e consegua una relazione positiva con Dio, con le altre persone e con il resto del creato. Il fine della vita umana è la santificazione e la salvezza. Se Dio dona all’uomo la libertà, lascia anche che questa libertà possa orientarsi al bene, ma è altrettanto possibile che si orienti al male. Il male e la sofferenza che troviamo nascono dalle scelte sbagliate dell’uomo. Ma Dio non smette di amare l’umanità nonostante essa a volte lo rifiuti e lo dimentichi. Ci dona i frutti della Sua Grazia, principalmente attraverso i Sacramenti, la Parola e poi quei gesti che vengono sempre dalla bontà del Padre e che toccano il vissuto concreto della nostra esistenza, come appunto la benedizione della gola. Si chiede a San Biagio, che è in Paradiso al cospetto della Trinità, di proteggerci dai mali della gola e da altri mali. Questo per ricordarci che Dio ha creato tutto buono e che vuole il bene per noi. E’ un essere inseriti dentro un quadro più ampio che ci fa contemplare nel singolo gesto l’amore e la bontà del Padre.               don Luca