Deserto di Giuda e Betania

Da Gerico e dal Giordano si “sale” verso Gerusalemme. E’ una reale salita in quanto si passa dai -250 fino ai 750 metri sopra il livello del mare della Città Santa e si compie questo tratto attraversando una zona desertica fatta di montagna e di roccia. Un paesaggio sicuramente poco confortevole ma che ha il suo indubbio fascino. Dal pullman si vedono ogni tanto piccoli accampamenti dei beduini, abitanti di queste zone, e si notano queste ampie estensioni di terra arida e brulla. La strada da Gerico a Gerusalemme è quella compiuta, all’incontrario, dal viandante che è stato vittima dei briganti e poi soccorso dal Buon Samaritano. Tra uno scorcio di paesaggio e l’altro mi sono immaginato le varie scene di questa sempre viva e attuale parabola, che mostra come Cristo, il Buon Samaritano, sia sempre vicino all’umanità ferita dal peccato e la cura con amore e attenzione rimettendola in grado di vivere appieno la vita. Nel deserto c’è stata la sosta per ammirare dall’alto di un piccolo colle il monastero di San Giorgio in Koziba.

Un complesso di edifici incastonati nella roccia e sede di un monastero. Fa specie vedere in un luogo apparentemente arido la presenza di questo monastero. Esso riflette gli inizi del monachesimo quando delle persone si ritiravano nel deserto per vivere fuori dagli agi e dagli ozi del mondo, per cercare nel silenzio e nella preghiera il volto e la presenza di Dio. Questo movimento aveva avuto come grande personaggio proprio quel Sant’Antonio abate che noi ricordiamo in occasione della sua festa in Gennaio. Preghiera e contemplazione, immersi nel silenzio e nella ricerca di Dio, questo è ancora oggi la pregevole esperienza del monachesimo che poi in Occidente, per opera di San Benedetto e di tanti altri Santi, ha scritto pagine importanti della cultura e della fede cristiana. Lasciato il deserto siamo arrivati a Betania, sempre nel territorio dell’Autonomia Palestinese, attaccata di fatto a Gerusalemme. Questa cittadina è famosa perché spesso Gesù vi soggiornava. Non era un soggiorno anonimo o casuale, ma ben definito nella casa di Lazzaro, Marta e Maria. Questi tre fratelli erano molto legati a Gesù, tanto che la loro casa lo vedeva spesso ospite. Betania può essere ben definita la “casa dell’amicizia” in quanto fra Gesù e Lazzaro, Marta e Maria vi era questo bel legame. Questo luogo mostra la preziosità di vere e sincere amicizie che soprattutto quando sono permeate dalla comune fede nel Signore, diventano esperienze che fanno crescere e camminare nella santità. Legami che invitano e guardare all’Oltre che è Dio, che fanno tendere verso la pienezza della vita. Qua a Betania sono ambientati famosi episodi del Vangelo come la risurrezione di Lazzaro (“io sono la risurrezione e la vita”) e il dialogo fra Gesù Marta e Maria che verteva sull’importanza della preghiera e anche della carità (“Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta”).   don Luca