Hurrà!

Venerdì 16 luglio si è concluso dopo quattro settimane il Grest. Come tutte le cose, anche questa, ha avuto il suo inizio e la sua conclusione. Ciò che conta è quello che sta in mezzo fra l’inizio e la conclusione, ed è quello che lascia qualcosa nel cuore di chi l’ha vissuto. Per me come parroco, ogni Grest è una avventura nuova. Non è mai replicabile rispetto a quelli che si sono vissuti precedentemente. Ci sono sì degli aspetti, che potremmo chiamare in termine culinario “ingredienti”, che si richiamano con altri Grest. Ma proprio perché sono “ingredienti” occorre anche saperli usare bene. Non tutti coloro che si cimentano con la cucina sanno trarre dai medesimi ingredienti una ricetta riuscita.  Gli ingredienti sono stati usati da un’abile squadra di cuochi e cuoche… Quest’anno ho iniziato a pensare al Grest con la considerazione che si stava uscendo dal periodo della pandemia (ma ne siamo usciti…?), con tanti “ma”, “se”, “perché” e “come”. Ma accanto a quelle che sono le umane domande e i pensieri su chi e quanti verranno, c’è stato un atto di affidamento al Signore perché potesse illuminare i cuori e le menti mettendoli in condizione di porsi in azione. C’è stata la risposta generosa e abbondante nei numeri dei ragazzi adolescenti e giovani che si sono impegnati come animatori, con belle novità e altrettanto belle conferme. C’è stato il prezioso contributo degli adulti, che a vario titolo si sono impegnati mettendo a servizio della Comunità il loro tempo e le loro competenze. La presenza dei giovani e degli adulti fa capire che il Grest, perché di questo si parla, non è solo “roba” del prete, ma è espressione di una Comunità che ha passione per i piccoli e si preoccupa di proporre un luogo e una esperienza di educazione e di gioia. Ho potuto constatare quest’anno un clima di serenità e di impegno che ha favorito la partecipazione e ha moltiplicato l’entusiasmo. I giochi ben preparati, i numerosi laboratori creativi proposti con perizia e cura, le gite e i momenti formativi e di preghiera hanno regalato, a chi vi ha partecipato, delle belle occasioni. Il Grest 2021 è stato quello della ripresa, di un riprendere lo stile con cui la Comunità cristiana si rende prossima ai piccoli e ai giovani. Era ora di poter offrire una esperienza che dilatasse il cuore e lo rendesse lieto. Ci hanno fatto compagnia nei momenti di preghiera e di formazione i quattro evangelisti che ci hanno permesso ogni giorno di assaporare un brano della Parola di Dio, che se accolta sa lasciare nel cuore molte ricchezze. Il titolo del Grest 2021 è “Hurrà”, un grido di gioia e di forza, di speranza e di desiderio di bene. Sono tutte cose che spero possano rimanere nei bambini, nei ragazzi e negli animatori che hanno dato vita a queste belle quattro settimane. Sappia il Signore trarre da quanto coltivato in questa vigna grappoli abbondanti di cose belle. Hurrà!

don Luca