Il mangiare è un linguaggio

Con questa domenica si apre un percorso che vedrà nelle prossime settimane in ciascuna delle tre Parrocchie la celebrazione della S. Messa di Prima Comunione. L’Eucarestia che alcuni nostri amici riceveranno per la prima volta, è per tanti possibilità già da tempo. Ciò non toglie che sia nella S. Messa di Prima Comunione così come l’ultima volta che abbiamo ricevuto l’Eucarestia, essa si ponga davanti a noi con la grande realtà dell’essere un Dono. Vediamo quindi in queste domeniche un aiuto a vivere al meglio questo momento della vita della nostra Comunità Pastorale.

Uno degli aspetti evidenti delle religioni è costituito dall’importanza attribuita al cibo, alle distinzioni fra ciò che si può o non si può mangiare, alle scansioni temporali tra nutrimento e digiuno e così via. Nel Cristianesimo emerge la centralità del pasto come luogo in cui vivere la memoria (Eucarestia) dell’evento fondante della fede (Pasqua). In un modo o nell’altro, il cibo, la bevanda, il pasto sono modi con i quali i popoli esprimono la propria cultura e la propria religione. Non solo il parlare, quindi, ma anche il mangiare è un linguaggio, dotato di un suo codice e capace di trasmettere messaggi. Le regole con cui scegliere, disporre e consumare il cibo costituiscono il codice condiviso dai membri di una determinata società: sotto questo profilo, il pasto contribuisce all’identità culturale di un gruppo umano. All’interno di quelle regole e grazie ad esse, il cibo e la bevanda possono essere utilizzati dalle persone per trasmettere dei messaggi: il mangiare e il bere contribuiscono allo scambio tra gli individui. Il cibo e la bevanda, in quanto componenti di un pasto, sono delle azioni e non semplicemente delle cose. Anzi, in quanto cose, i cibi deperiscono e sono segno di morte; in quanto azioni invece nutrono e sono segno di vita. E’ l’essere azione che rende il cibo realtà viva e simbolo di vita.  I riti religiosi non ricorrono solo alle parole e ai cibi, ma agli “atti” di parola e cibo, ossia al parlare e al mangiare. Il banchetto è appunto un pasto, un mangiare e bere, un nutrirsi, così come, per lo più, è anche un parlare un discorrere un dialogare. Sotto questo profilo il banchetto è simbolo della vita biologica e della vita sociale. Più precisamente esso implica tre componenti: il bisogno, la consumazione, la comunione. Anche L’Eucarestia raggiunge il suo compimento non nell’essere una “cosa”, ma nel trasformarsi in un “atto” di celebrazione, di lode di banchetto.   don Luca