Il nemico della natura umana

La tradizione cristiana ha sempre messo in guardia circa una presenza maligna, che, pur essendo inferiore a Dio, ce la mette proprio tutta per ostacolare il rapporto fra Dio e l’uomo, fra Creatore e creatura. Più in generale cerca di impedire che l’uomo trovi la sua piena comunione con Dio sulla terra, ed orchestra di tutto al fine di impedire la salvezza eterna. Tanti sono i nomi affibbiati a questa presenza maligna: i più comuni sono Satana (l’accusatore), diavolo (il divisore), il maligno, il serpente, il dragone, il demonio ecc. A questa presenza sono riconosciute una volontà e una libertà proprie. Un grande Santo della Chiesa, Sant’Ignazio di Loyola, aveva individuato un altro termine per definire il tentatore. Lo chiama “nemico” e per la precisione “nemico della natura umana”. Il Santo spagnolo con questa definizione mette in luce una prospettiva particolare, già nota nel Vangelo, quando il diavolo viene definito come “nemico”. Ci si può rifare ad una delle parabole di Gesù, quella del grano e della zizzania, nella quale si racconta che il “nemico” arriva di notte e semina nel campo la zizzania, e questa collocazione è ricondotta chiaramente al tentatore. Ma oltre a questo è interessante comprendere perché al termine “nemico” è associata la definizione “della natura umana”. L’uomo nella sua vita terrena è chiamato al compimento della sua stessa natura che è quella di essere creatura finalizzata a Dio. Se pensiamo la nostra vita dentro questo orizzonte la possiamo comprendere tesa al vero, al bello e al buono, cioè alla sua piena realizzazione. Il rapporto con Dio vissuto nella dimensione della figliolanza e della realizzazione della propria persona, che possiamo chiamare anche “santità”, è ciò che rende compiuta e soddisfa la natura dell’uomo. Il “nemico della natura umana” è colui che farà di tutto per ostacolare questo disegno di realizzazione dell’uomo, cercando di distoglierlo da Dio e farlo desistere dal cammino verso la santità, proponendo distrazioni, insinuando pensieri che scoraggiano l’uomo facendolo indietreggiare dai buoni propositi. Quando l’uomo sarà diventato un essere ripiegato su di sé, che cerca in sé stesso la propria origine e il proprio compimento, allora sarà snaturato e disumanizzato, e il nemico avrà segnato un punto a suo favore.  Si rende necessaria allora una lotta, un sano combattimento, che permetta alla libertà umana, sostenuta dalla Grazia di Dio (Santa Messa e Confessione) di attingere a ciò che ci aiuta ad essere pienamente umani e capaci di non rinunciare alla nostra natura umana di figli amati da un Padre buono.                             don Luca