La festa della fede

“La gioia e l’eccitazione a Parigi sono sbalorditive”. Così scriveva l’altro giorno un sito di informazione, diretto testimone di quanto è accaduto a Parigi, ma anche poi a Lourdes e a Metz, nel viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Francia. Solo una mente distratta o chi vuole volutamente far finta di non vedere, non ha colto la rilevanza di questo viaggio papale e dell’entusiasmo che ha suscitato. Sono straordinarie le immagini e le parole che sono venute dalla Francia in questi giorni.

Alla veglia del venerdì sera presso lo stadio con 80.000 giovani, si è assistito ad un momento dove è stato messo a tema l’aspetto della santità. Sì, proprio ai giovani è stato proposto l’ideale della santità. E’ stata anche l’occasione per ribadire la storia di questa nazione che fonda nel cristianesimo la sua identità. La Francia che è sempre stata una realtà importante dentro la Chiesa, esprimendo santi, pastori, teologi, missionari che hanno portato il buon profumo di Cristo in questa nazione e nel mondo. Quando qualche anno fa la basilica di Notre Dame bruciava fra le fiamme, sembrava l’immagine di una Chiesa destinata a scomparire, con una laicità che faceva di tutto per togliere la religione dalla società, e da una massiccia secolarizzazione che sembrava aver creato il deserto per la vita di fede. Eppure, dalle ceneri di Notre Dame, si è levata una realtà che ha mosso passi prima discreti e poi sempre più marcati. Sono anni nei quali nel paese transalpino, durante la Veglia Pasquale, vengono battezzati migliaia di adulti e giovani, che pur cresciuti in un mondo senza Dio non hanno perso la sete di Verità. Come non vedere i segni di una fede che si manifesta nella gioia di un popolo, nel contemplare la marea umana di 700.000 e più persone che hanno assistito alla S. Messa col Papa in Place de la Concorde assiepandosi negli Champs-Elysées. Questa massa di gente che si è stretta attorno al successore di Pietro, accostandosi numerosa al Sacramento della Confessione per poi ricevere degnamente quello della Santa Eucarestia. Aveva ben detto Gilbert K. Chesterton: “Il Cristianesimo è stato definito morto infinite volte. Ma, alla fine, è sempre risorto, perché è fondato nella fede in un Dio che conosce bene la strada per uscire dal sepolcro”. Quello che sta accadendo in Francia non è frutto di un piano pastorale, o di una proclamazione di una assemblea sinodale, è lo Spirito Santo che agisce e che trova risposta nei cuori. Dio non abbandona mai i Suoi figli, non lascia senza il dono della Grazia il Suo popolo, spetta all’uomo riconoscere questa dolce Presenza e dare il suo sì.  don Luca