Regalare un sorriso

Nelle persone sensibili e attente alla propria vita e al proprio destino, non sfugge la domanda su cosa ci sia oltre la vita terrena. Ai funerali, ai quali partecipando da vivi si vede e si ascolta, questo aspetto emerge profondamente. E’ vero che il funerale è toccato dalla tristezza e dal dolore per la morte e il distacco da una persona cara, con la quale c’è indubbiamente un legame. Ma è anche vero che se vista nell’ottica della fede, la morte ci consegna alla realtà della salvezza, al dono del Paradiso. E’ quindi una apertura al trascendente, all’oltre, che ci fa vedere da un lato la bellezza e la preziosità della vita presente, da vivere intensamente e nel cercare in essa la volontà di Dio, e dall’altro lato ci ricorda che questa vita terrena non è per sempre, ma è rivolta ad un “per sempre” che è l’eternità.

Allora uno degli aspetti che rende bella e nobile la nostra esistenza terrena non è quella di vivere senza la consapevolezza dell’eternità, quindi usando tutte le occasioni per distogliersi da questa riflessione, ma di vivere intensamente il reale con questa prospettiva. Non in una ottica di paura, ma nella certezza di un abbraccio di amore e misericordia che ci prende non più per un tempo limitato, ma per l’eternità. Questa riflessione ci coinvolge adesso che siamo ancora su questa terra, viventi e capaci di amare. Fra i tanti spunti che la nostra situazione presente ci offre c’è anche quello di cosa posso fare per i cari defunti, conosciuti o sconosciuti. Sappiamo che quando una persona muore, o meglio rinasce a nuova vita, si colloca davanti al Giudizio di Dio (è sempre bene ricordare che è il buon Dio che giudica, e non è la sommativa delle umane parole a giudicare la persona) per essere destinata o al Paradiso, o all’Inferno o al Purgatorio. Nei primi due casi, il discorso è già definito, da dove si viene collocati non si può cambiare: si è quindi destinati alla gioia eterna o alla dannazione eterna. Nel caso del Purgatorio si apre per noi la possibilità di vivere una delle grandi forme di carità. Le Anime del Purgatorio sono desiderose di poter accedere al Paradiso e possono essere aiutate dalla preghiera e dal suffragio che i viventi possono offrire. Mi ha sempre colpito questa possibilità che mi è data di poter pregare per le Anime del Purgatorio. Pregare e offrire Messe non solo per coloro che conosco, ma per tante anime che pur non conoscendole hanno bisogno del mio aiuto. Pregare anche per chi non so neanche chi sia è una delle forme nobili di aiuto. E poi spero che se un domani avessi bisogno io di intercessioni e preghiere ci sia chi mi “dia una mano”. Mi piace pensare al “sorriso” di un Anima del Purgatorio che, anche grazie alle mie povere preghiere, può andare in Paradiso, e a sua volta aiutarmi dal Cielo.     don Luca