Un commerciante alla fine della giornata fa i conti per vedere le vendite, gli incassi e le spese. Un insegnante a fine scuola compila il registro con quanto si è fatto, voti, compiti e provvedimenti. Una persona adulta ogni tanto compie una verifica, o dovrebbe farlo, sull’andamento della propria salute facendo degli esami di routine per vedere almeno i valori più significativi. Se verificare l’andamento delle cose del mondo e della salute fisica è opportuno e necessario, quanto più lo è per la nostra anima, che è immortale e che è destinata a stare al cospetto di Dio? Il buon San Paolo ci ricorda questo aspetto in alcuni dei suoi brani: “Ciascuno esamini sé stesso” (1Cor 11,28), e anche “Esaminate voi stessi se siete nella fede” (1Cor 13,5).

Così ogni cristiano che prenda sul serio la propria vita spirituale, che è cammino di santità, non può fare a meno della virtuosa pratica dell’esame di coscienza sia prima della Confessione sacramentale, sia ogni sera a conclusione della propria giornata, che è sempre un dono di Dio. Questa pratica è salutare e necessaria per seguire con fedeltà il Signore. L’esame di coscienza è uno sguardo della nostra coscienza per verificare gli atti buoni o cattivi che si sono compiuti, sul proprio rapporto con Dio, col prossimo e con noi stessi. Non si tratta solo di elencare numericamente dei singoli fatti, ma di vederli come manifestazioni dell’amore per Dio, per il prossimo e per noi stessi. Amo o no Dio (coi fatti, non solo con qualche lontano proponimento)? E’ presente Dio nella mia giornata? La buona filosofia ci insegna che l’atto è transitorio e l’abito è permanente. L’atto passa, l’abitudine resta. Se è vero che devo riconoscere il singolo atto, questo mi fa vigilare sull’abitudine. Ad esempio: mi può scappare, in un impeto d’ira, una parolaccia (atto), ma posso anche essere solito a farlo (abitudine). Mi è capitato una domenica di saltare la Messa (atto), non ci vado mai, o quasi mai, (abitudine). L’esame di coscienza mi fa riconoscere, alla luce della volontà di Dio e non delle mie scusanti, gli atti commessi in modo sbagliato per evitare che diventino pericolose e dannose abitudini, che mi fanno perdere lo stato di grazia e mi pongono in permanente stato di peccato mortale. Abituiamoci allora ad un utile esame di coscienza, per una sana e gioiosa vita spirituale. don Luca

