La festa solenne di Tutti i Santi ci pone di fronte a diversi aspetti. C’è anzitutto la santità delle persone che la Chiesa riconosce ufficialmente come Santi. Sono per noi un potente segno di come l’incontro e l’amicizia con Cristo siano capaci di toccare in profondo il cuore di una persona. Il Santo (maschio o femmina che sia) è colui che nella sua vita ha riconosciuto il primato di Dio. Ovvero che ha vissuto la sua esistenza teso a manifestare come il Signore possa compiere con la Sua Grazia, grandi cose. Dove le cose grandi non sono per forza gesti eclatanti, che pure in alcuni casi ci sono stati, ma sono grandi perché affermano la presenza di Dio.

L’infinitamente grande che è Dio si rende manifesto nella piccolezza e fragilità dell’umano. I Santi sono coloro che hanno messo in pratica il Vangelo, nelle sue varie ricchezze e sfaccettature. Una Parola, quella di Dio, che è stata da loro realizzata e vissuta. Coloro che la Chiesa ha indicato come giusti sono presentati a noi nella duplice veste di intercessori e di esempi. Dal Paradiso possono intercedere per noi, aiutandoci nel cammino della vita. Se li preghiamo e li invochiamo, essi dispensano le Grazie che il Signore attraverso di loro vuole donarci. Avere la possibilità di chiedere l’intercessione dei Santi è una grande occasione di Grazia. Quali Santi sono da noi maggiormente pregati? Chiediamo a loro di intercedere per noi affinché la nostra fede cresca? Osiamo chiedere, nella preghiera, ciò che può rendere autentica la nostra vita? Ai Santi possiamo rivolgerci, perché loro che sono in Paradiso sono in grado di sostenerci. E poi sono per noi esempi da seguire. Ciascuno di noi ha imparato a fare cose guardando qualcuno di più bravo, di più esperto. Se abbiamo tratto utili insegnamenti per le situazioni pratiche della esistenza, perché non possiamo imparare, guardando i Santi, a crescere nella vita di fede. Leggere le loro vite è sempre occasione di edificazione e di sprone. Le virtù dei Santi non sono realtà improvvisate, sono frutto in primis della Grazia di Dio, ma emergono da un cammino concreto, vissuto nella quotidianità. Questo ci dice una cosa importante, cioè che loro sono partiti dallo stesso punto nostro: il Battesimo. Ciò manifesta che anche noi siamo messi nella condizione di tendere alla santità. Essere santi non è solo un privilegio per pochi, ma un “compito” per tutti. E’ commovente questo aspetto, perché se preso veramente sul serio può dare una svolta e una direzione precisa alla vita, in qualunque età e condizione. Il fascino della santità attragga i cuori ad una vita bella. don Luca

