Verso le votazioni

Come penso tutti sappiamo, il 25 Settembre, ogni cittadino italiano maggiorenne è chiamato ad esprimere il proprio voto nell’ambito delle elezioni politiche che comporranno il nuovo Senato e la nuova Camera dei Deputati. Questo permetterà che si configuri un governo che, a prescindere dall’orientamento politico, sarà chiamato a guidare il paese. Auspico che dopo la lunga stagione di governi che avevano come sostegno delle maggioranze molto diversificate, e per questo non sempre durature e non sempre concludenti, si arrivi a chi possa, con una disponibilità di seggi adeguata, governare il paese in un momento che non è certo facile. La campagna elettorale è fatta per presentare il programma di un partito, o di una coalizione, per presentare i volti di chi i cittadini sono chiamati a scegliere. Invece non di rado questo momento è intriso di accuse, di denigrazioni dell’avversario, di “votate me per non far vincere l’altro che è brutto sporco e cattivo”. E’ chiaro che se si vota un partito non si vota quell’altro, ma impostare la propria proposta demonizzando i competitori non mi sembra un bel modo di far politica. Vorrei una politica che parla di programmi (realizzabili per favore), che faccia appassionare, che susciti il desiderio del bene comune, che possa presentarmi un’Italia nella quale sia contento di esserci e di viverci e non costringa i giovani ad andarsene via in cerca di lavoro. Si nota nei sondaggi ancora una larga fetta di gente che o ha già deciso di non andare a votare o che non sa se andrà a votare (diverso è il caso di chi non ha ancora scelto chi votare, ma sa di andarci). Le riflessioni su questo fenomeno dei non votanti sono ampie e dettagliate, non risolvibili in un breve passaggio. Ma è una fetta di popolazione da raggiungere a da aiutare a superare la disaffezione verso quello che è comunque un esercizio di democrazia e di vita sociale. E’ per me importante guardare ai programmi dei partiti. Cercherò dentro di essi quei punti che possono rilanciare le famiglie, per far sì che non siano dei limoni da spremere, ma dei luoghi dove si possa accogliere la vita e si possano avere degli strumenti perché la libera attività educativa sia sostenuta. Cercherò nei programmi chi propone una visione di famiglia che rispetti l’ordine naturale, che non proponga campagne ideologiche soprattutto sui più piccoli. Guarderò chi si impegna a tutelare e sostenere le fasce più povere, senza però sussidi che disincentivano la voglia di lavorare, ma apprezzerò processi che sappiano promuovere l’occupazione e l’inclusione. Ci sono sicuramente anche questioni di carattere economico, in un tempo segnato da crisi e da incertezze, ma sono convinto che ogni coalizione sappia proporre soluzioni adeguate; anche qua si potrà guardare e scegliere. don Luca